La Dedicazione
La Chiesa di San Domenico non ha avuto sempre l'attuale dedicazione. Dedicata dapprima a Santa Maria delle Grazie, fu poi intitolata a S. Tommaso d'Aquino ed infine a San Domenico. Fin qui la storia degli ultimi 400 anni. Ma se risaliamo ancor più indietro nel tempo possiamo trovare forse un'altra dedicazione: Santo Stefano. Il vescovo di Nardò, infatti, Mons. Ludovico De PENNIS, trovò a Casarano il 12 maggio 1452 una Chiesa dedicata a S. Stefano. Qual'era? Forse questa che sorgeva appunto in contrada S. Stefano.
1619 Nelle campagne che circondano Casarano, in contrada S. Stefano, viene benedetta la prima pietra del Convento e della Chiesa dedicati a S. Maria delle Grazie, su suolo donato ai Domenicani dalla defunta LUCREZIA FILOMARINO
1622 Muore Lucrezia Filomarino e si bloccano i lavori della Chiesa e del Convento
1637 Arrivano a Casarano i nuovi feudatari, i D'AQUINO. Provengono da Napoli
1676 Viene completata dai feudatari la Chiesa e viene dedicata a S. Tommaso d'Aquino, come risulta dall'epigrafe del frontone (vedi sotto): i leoni aquinati (i D'Aquino avevano nello stemma di famiglia due leoni), forti nel culto di Dio, all'Astro d'Aquino questo Sacro Tempio nel 1676 eressero. (La traduzione è del Prof. Gino Pisanò)
1725 I Padri Domenicani ottengono per la Chiesa di San Tommaso numerose indulgenze e privilegi spirituali dal Papa BENEDETTO XIII, come leggevasi su un'epigrafe annotata da Mons. Ricciardi nel 1901 1738 Viene completato l'ampliamento posteriore della chiesa, come risulta da un'incisione sull'arco absidale messa in luce dal parroco don Franco Francioso
1809 Con decreto del Re di Napoli Giocchino MURAT vengono soppressi tutti i Conventi del Regno e quindi anche i Padri Domenicani di Casaranovengono dispersi
1813 Il convento dei Domenicani di Casarano passa definitivamente al demanio dello Stato
1855 Mons. Luigi VETTA offre la Chiesa alla confraternita dell'Immacolata per le sue riunioni di culto e di catechesi
1864 L'Amministrazione comunale cittadina per istallarvi i suoi uffici e le sue scuole chiede allo Stato in affitto il Convento offrendo l'annuo canone di lire 150. Non se ne fa niente
1864 Pochi mesi dopo l'Amministrazione comunale torna alla carica. Stavolta vuole acquistare il Convento, la Chiesa, il giardino ed il pascolo adiacenti. Offre per tutto ducati 1.000, pari a lire 4.250. Per intralci burocratici non se ne fa niente. E il Convento viene acquistato da privati che lo locano ad artieri e bottegai
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1879 Lo scrittore e scienziato Giacomo ARDITI trova a Casarano la Chiesa di S. Domenico "ben curata", Oratorio di parecchi devoti spontaneamente riuniti
1884 Mons. Michele MAUTONE in una delle sue visite pastorali a Casarano trova il "Monastero di S. Domenico soppresso, ma la Chiesa è ben tenuta e favorita dai fedeli devoti"
1888 L'Amministrazione comunale di Casarano cerca di avere dai privati il Convento offrendo loro lire 33.339. Non se ne fa niente
1891 Mons. RICCIARDI installa nella Chiesa di San Domenico la Confraternita di S. Giuseppe, appena fondata
1904 L'Amministrazione comunale riesce finalmente ad acquistare il Convento con parte del giardino circostante per la somma di lire 29.259. Lo adibirà ad uffici, scuole e ad altro
1925 Mons. Nicola GIANNATTASIO eleva a Vicaria Curata la Chiesa di San Domenico staccandola dalla chiesa Madre e la affida al Sac. Giovanni Battista pino che però decederà poco dopo all'età di 45 anni
1928 Mons. Gaetano MULLER nomina nuovo Vicario curato il Sac. Pietro Cunderi
1931 Per la generosità della Baronessa Olimpia PASSERO in D'ELIA viene strutturato tutto il fronte della Chiesa e arricchito di linee snelle e moderne
1939 Mons. Gennaro FENIZIA consacra finalmente la Chiesa
1948 Per la munificenza del Barone Ing. Salvatore DE DONATIS la Chiesa si arricchisce di una pregevole Cappella del S.S. Sacramento
1952 Mercé una elargizione del N.H. Giovanni ROMANO, Mons. Corrado URSI eleva la Vicaria curata in Parrocchia
1955 Sul suolo di un giardinetto retrostante la Chiesa il parroco don Cunderi inizia la costruzione degli uffici parrocchiali e di una sala polivalente per i giovani di Azione Cattolica. Contemporaneamente viene donato alla parrocchia dal Sig. Salvatore RIZZO un appartamento sul Corso XX Settembre con giardino retrostante che si affaccia su via Villa Glori. Il parroco destina l'appartamento alle classi catechistiche e nel giardino inizia i lavori per la Casa parrocchiale e alloggio del parroco. Non vedrà però la fine di nessuno dei lavori iniziati
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1962 Muore in luglio don Pietro Cunderi, primo parroco di San Domenico. Gli succede - nominato da Mons. Rosario MENNONNA - il giovane don Raffaele MARTINA, sacerdote coltissimo, già docente nel Seminario diocesano di Nardò, appassionato musicologo e valente compositore di musica sacra. Porta a compimento i lavori iniziati dal suo predecessore e rifà il pavimento della Chiesa
1990 In un tristissimo ottobre muore il Parroco Mons. Raffaele Martina fra il compianto di tutti i parrocchiani ed ex parrocchiani. Gli succede don Franco FRANCIOSO, il ristrutturatore per antonomasia. Ristruttura, infatti, la casa parrocchiale di via Villa glori, gli uffici parrocchiali, le scuole catechistiche e adibisce un appartamento offerto alla Parrocchia dala famiglia DE MATTEIS in alloggio del vice parroco; ma vi è di più: pone ogni suo impegno nel ristrutturare esternamente ed internamente la Chiesa di Dio nei muri, negli altari e nelle statue degli altari. E soprattutto nei cuori dei suoi parrocchiani
1999 Mons. Domenico CALIANDRO, attuale Vescovo della Diocesi Nardò - Gallipoli, trasferisce don Franco Francioso nella Parrocchia di Alliste e nomina parroco pro tempore don Antonio SCHITO, originario di Casarano



Storia della parrocchia


