Il Natale di ieri e di oggi
Martedì 02 Febbraio 2010 20:15
Il Natale, come ben si sa, è una festa cristiana che ogni anno si celebra il 25 Dicembre ricordando l’arrivo sulla terra di Gesù Cristo, il figlio di Dio, lo stesso che avrebbe donato la sua vita a noi peccatori per salvarci. Infatti il termine Natale deriva dal latino “natalis” che vuol dire appunto “relativo alla nascita”. Oggi il Natale è considerato una festa fragile, soggetta a malintesi e numerosi stravolgimenti.
È diventata vittima del cambiamento del suo vero significato.
Se prima il Natale era nato come una festa prettamente religiosa, ora, anno dopo anno, si è trasformata in una vera e propria festa commerciale.
Un tempo era la festa della famiglia, caratterizzata da cose semplici, ma allo stesso tempo importanti, come lo stare insieme, aiutare i poveri, pregare tutti uniti … Questa festa riuniva tutti i parenti, vicini e lontani, si giocava in allegria felici, dimenticando i rancori e i litigi passati. Natale infatti significa amore, fratellanza, solidarietà; è un modo per ricordare tante persone che vivono una vita disagiata, persone a cui manca ogni cosa, anche il necessario per sfamarsi.
Oggi, però, la gente, in questo periodo dell’anno, pensa solo ad acquistare e a preparare vistosi addobbi, favorendo così lo sviluppo al consumismo. Infatti incominciamo a vedere già a primi addobbi circa due mesi prima.
Il Natale è una festa molto attesa, non solo dai bambini che ricevono regali, ma anche dagli adulti. Per le strade, oltre agli addobbi vertiginosamente esagerati, vediamo la gente che si affretta a comprare decorazioni e regali di ogni genere.
Anno dopo anno questa festa sta diventando un pretesto per vendere giocattoli, per sfoggiare vestiti griffati e per staccare dal solito tram tram quotidiano, perdendo così la sua vera ragione, il suo lato morale.
Infatti se prima, specialmente per i piccini, il Natale era incentrato sulla nascita di Gesù Bambino, oggi è incentrato sull’arrivo di Babbo Natale: un uomo grande e grosso, con la barba bianca e i capelli lunghi, vestito di rosso, che la notte tra il 24 e il 25 Dicembre distribuisce i doni ai bimbi.
Anche la televisione, con la pubblicità, fa vedere il Natale come una festa di cose da comprare e consumare.
Forse sarebbe bene ricordarsi ogni tanto del vero significato del Natale, per sentirci tutti più vicini.
Ora con l’aiuto di Don Francesco e Don Antonio scopriremo come festeggiano e come festeggiavano il Natale ieri e come lo festeggiano oggi.
Nome: Don Ciccio Cognome: Danieli; età: 29 anni
Che cos’è per te il Natale?
Per me il Natale è ciò che dovrebbe essere per tutti i cristiani da 2009 anni in qua. È la festa di un Dio grande grande che decide di farsi piccolo piccolo e di mettersi nei nostri panni. Cosa si può volere di più dalla vita?
Quali sono i preparativi che si fanno in parrocchia per l’arrivo del Natale?
Tutto ruota intorno alla novena, specie quella del mattino. Anziani, ragazzi, famiglie, bambini… Tutti vi partecipano con fervore. L’atmosfera è surreale, il volti di baccalà (per il sonno che si accumula) si mischiano a quelli pieni di stupore e di devozione. Attesissima la barzelletta fanale che, il solito istigatore mi costringe a raccontare. (con mio estremo rammarico ahahahah). E a quel punto gli spruzzi di latte e caffè e i meteoriti di panettone non si contano più… Natale è anche questo: condivisione, gioia, serenità.
Come festeggiavi il Natale da piccolo?
Lo vivevo nel senso più cristiano del termine e questo sicuramente grazie a mio papà e alla mia mamma che, a differenza mia (Don Ciccio ride) su cristiani veramente de carbu. Era attesissima la preparazione del presepe, con mio papà che armeggiava strani strumenti e riusciva a creare l’alternarsi del giorno e della notte, lo scorrere dei ruscelli… E io mi catapultavo in un mondo da fiaba,anzi mi immaginavo li dentro tra quei pupi che sembravano prendere vita. Poi d’un tratto la magia finiva: una pecora si trovava nella culla, a posto di Gesù Bambino e quel sant’uomo di mio padre mi scruscicchiava di mazzate (ahahahah). Poi la novena e il fedele servizio all’altare come chierichetto (specifica “chierichetto”, perché il parroco mio diceva che i “ministranti”sono quelli buoni e i “chierichetti” quelli “malecarne come te”)
Quali regali ricevevi?
A Natale non né ricevevo perché all’epoca a Galatone (il mio paese) Babbo Natele non era passato alla dogana. I regali li portava la Befana la notte de 5 Gennaio e io me la prendevo intra all’anima perché il 9 è il mio compleanno e a casa mia si faceva tuttu ‘nu cuntu. Gli anni della mia fanciullezza, fino al 1987, non furono anni facili dal punto di vasta economico perché i mie costruivano casa ed eravamo in affitto, e della “crisi” ne risentì anche la befana: per una quattrina d’anni di fila trovai sotto il camino, il 6 Gennaio mattina, un paio di arance e pochi clementini poi tanto tanto carbone (non quello di zucchero!). Nell ‘ 86, me lo ricordo come fosse ieri, oltre al danno, la beffa: la Befana mi scrisse un biglietto (era rosso schiarutu.. chissà mio padre dove l’aveva riciclato): “Sei atto così birbante che meritavi solo cenere e carbone, ma siccome sono tanto buona ti ho lasciato qualche arancia”. A soli 5 anni, avevo imparato a leggere e scrivere in quei mesi (ho fatto la primina) e allora capii che anche l’istruzione ha il rovescio della medaglia. Comunque, scherzi a parte, non mancarono negli anni successivi piccoli giocattoli come il mitico “ercolino sempre in piedi” e un mangiadischi antidiluviano (non ridere, non mi sono trovato con il grammofono ahahah)che leggeva i dischi vinile del coro dell’Antoniano di Bologna, diretto da Mariele Ventre, ca pe quanti anni ca è morta nu su rimaste mancu l’osse.(ihihihihihih)
Come lo festeggi oggi?
Più o meno come lo festeggiavo ieri, ma con un po’ di responsabilità in più (mancu mute… ma quistu nu lu scrivire…)
Cosa ne pensi del Natale di oggi?
Mi fa andare in bestia la pubblicità del panettone Bauli: “ A Natele puoi fare quello che non puoi fare mai…”. Come se chi ha fame… a Pasqua li sia passato l’appetito; chi è solo, dispensa di visite; chi non si sente mai dire “tvb” (non mi scrivere ti vi bi abbreviato ca te mozzicu!) non gliene frega più di tanto. O è Natale tutti i giorni o non è Natale mai. Del Natale di oggi mi fa andare in bestia il perbenismo e il consumismo, oltre l’averlo reso una festa pagana, un compleanno senza il festeggiato.
Grazie Don Ciccio! Grazie a te, Nicoletta cara. Casomai cu cangi qualche cosa, scrivi: “Liberamente ispirato ad un intervista a Don Ciccio”.
San Domenico forever!! -Questo piace anche a me!!!
Che cos’è per te il Natale?
E’ la nascita di Gesù. Penso sempre all’originalità e al “paradosso” della nostra fede: non è l’uomo che è chiamato ad andare a Dio, ma è Dio che si aggassa fino all’uomo.
Quali sono i preparativi che si fanno in parrocchia per l’arrivo del Natale?
Come si può preparare un parroco: preoccuparsi che in parrocchia tutte le attività e le iniziative siano coordinate e amalgamate tra loro: canti, novena, ritiro gruppi, iniziative di carità, veglia, confessioni… Noi preti sappiamo che sono giorni di maggiore fatica: ma siamo contenti così.
Come lo festeggi oggi?
Vedi la risposta precedente.
Come festeggiavi il Natale da piccolo?
Ricordo solo l’impegno del presepe con mio fratello. Poi entrato in seminario, allora, si veniva per poco tempo in famiglia.
Quali regali ricevevi?
Non c’era l’usanza dei regali a Natale. Per la Befana qualche piccolo giocattolo, un’arancia e… un po’ di carboni.
Cosa ne pensi del Natale di oggi?
Non faccio la solita predica contro il Natale consumistico. Dico solo che nelle comunità parrocchiali, nelle scuole, nei gruppi ecc…. si dovrebbero ridurre le iniziative. Spesso diventa una festa stressante per le famiglie che hanno bambini in età scolare.
La ringrazio Don Antonio per il tempo che mi ha dedicato.
Ringrazio ancora Don Antonio e Don Ciccio per il tempo che mi hanno dedicato e il viaggio nel tempo che con loro ho fatto. Spero che anche per voi sia astato un piacere leggere i loro ricordi del passato